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La montagna ti insegna a fare le cose una alla volta,un passo alla volta,con il tuo ritmo e le tue forze,appoggiando saldamente un piede dopo l’altro, per non scivolare e avanzare diritto. Ti insegna a non farti prendere dal panico o dallo sconforto , anche quando non ce la fai più e ti sembra che l’obiettivo finale sia troppo lontano.”

Carlo Budel”La sentinella delle Dolomiti”

E’ la montagna che mi ha insegnato a superare le prove più difficili.

A pronunciare queste parole è Carlo Budel.

Ho potuto conoscere Carlo, grazie al Gruppo Sci Amo, su facebook, segno che a volte i social aiutano davvero ad arrivare in posti e luoghi che altrimenti non si conoscerebbero.

Carlo è un a persona fuori dal comune, un solitario pieno di vita che ha scritto un libro, parlando di se stesso in prima persona senza omettere nulla.

Un percorso suo di vita che lo ha portato dopo tanto girovagare, sulla vetta più bella delle Dolomiti, a un passo dal Paradiso.

Intanto consiglio a tutti di leggere il suo libro “La sentinella delle Dolomiti”.

Io l’ho letto in un pomeriggio, in quanto mi sembrava di avere Carlo davanti a me, con una tazza di caffè fumante e una delle sue fette di torta e intanto sentirlo raccontare di come, da una vita fatta di obblighi e doveri si è ritrovato a fare il custode del Rifugio Punta Penia, nel punto più alto della Marmolada, la regina delle Dolomiti.

LA SVOLTA

da una pagina del libro, da qui la decisione che lo porta a cambiare vita

Leggetelo,anche se la vostra vita vi rende felici e pensate di aver raggiunto tutto, leggetelo.

Il senso di pace e realizzazione, la libertà e la conquista di se stessi che ho trovato in quelle pagine, non le ho mai viste negli occhi di nessuno.

“L’inverno tra il 2017 e il 2018, aveva nevicato tanto e la capanna era bianca fino al tetto.C’era parecchio da lavoro per aprire la porta.Mi mancava l’aria..Andavo avanti a picconate per non lasciarmi vincere dalla fatica”

Carlo Budel “La sentinella delle Dolomiti”
Carlo Budel sulla porta del rifugio

Racconta Carlo che non è stato facile all’inizio, ma prorpio il duro lavoro e il superare certi limiti lo ha spinto a non mollare mai.

Mano a mano che leggo, sento il profondo coraggio che spinge Carlo a lasciare una vita che non lo rende felice; anche se qualcuno potrebbe pensare a come si puo’ lasciare un posto fisso, al giorno d’oggi con la fatica che si fa a trovarlo?Eppure non lo rendeva felice, eppure quella certezza di vita non lo appagava, anzi lo spegneva sempre di più.

Ho scritto a Carlo ed è stato gentilissimo, l’ho ringraziato perchè il suo libro è vero, un esmpio di come davvero la vita non vada sprecata.

Ma anche uno spunto per riflettere, su come si arriva a capire le cose solo quando davvero credi non ci sia più nulla da fare.

L’importante è non arrendersi, e Carlo non si è arreso.certo non è da tutti mettersi a nudo, senza pensare a cosa o come la gente ti possa guardare, ma è fondamentale secondo me per sentirsi davvero liberi; prima di tutto raccontare la verità a noi stessi,solo cosi possiamo stare bene con gli altri.

Ero il primo uomo a vedere il sole che nasceva sulle Dolomiti.

Ero più in alto delle nuvole.

Carlo Budel “La sentinella delle Dolomiti”

Come non invidiarlo?

Ma in fondo chi o cosa ci impedisce di fare cio’ che sentiamo davvero dentro?

Bella domanda, quello che so è che cio’ che vuoi è oltre la paura.

Barbara

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Barbara Dian

Scrivo ancor prima di parlare amo la neve è tutto cio' che dovete sapere