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KRISTIAN GHEDINA CAMPIONE DI SPORT E DI VITA: prima parte.

Ci ho messo un anno. Un po’ per soggezione, un po’ perchè lui era davvero impegnato. Un signore in tutto,gentile e disponibile,appena gli ho scritto mi ha dato diversi appuntamenti ma poi non siamo riusciti ad accordarci.

Ci ho riprovato ed è stato disponibilissimo: di chi parlo?

Vediamo, originario di Cortina D’Ampezzo , uno degli atleti italiani più conosciuti e ricordati,il più vittorioso discesista nella storia dello sci in Coppa del Mondo,inizia la sua carriera nel 1987 e da li colleziona vittorie tra Coppa del Mondo e giochi Olimpici. Si ritira dallo sci, ma non molla la sua passione per lo sport e la velocità e diventa pilota auotmobilistico.

NOTE BIOGRAFICHE

“In Coppa del Mondo dal 1997 al 2000 riuscì a vincere gare ogni anno, rimanendo stabilmente ai vertici della discesa mondiale insieme a grandi interpreti della disciplina come Alphand e i protagonisti del “Wunderteam” austriaco. In quelle stagioni stabilì il record sulla pista da discesa più lunga della Coppa, la Lauberhorn di Wengen in Svizzera (2’24”23 nel 1997) e, il 24 gennaio 1998, ottenne uno dei successi più prestigiosi vincendo a Kitzbühel sulla Streif, primo italiano a essere riuscito nell’impresa. Nel 2000 arrivò anche la prima ed unica vittoria in supergigante: a Kvitfjell, in Norvegia, Ghedina s’impose davanti a Hermann Maier, interrompendo così il dominio della squadra austriaca, imbattuta in questa disciplina da due anni. A fine stagione risultò ancora, come nel 1997, 4º nella classifica generale di Coppa del Mondo e 2º in quella di discesa libera.

Mitiche le sue spaccate, chi le dimantica.

Anche sulla Streif fu protagonista di un “fuoriprogramma” che contribuì alla sua popolarità quando, il 24 gennaio 2004, effettuò una spericolata spaccata sull’ultimo salto del rettilineo d’arrivo, a 137,6 km/h.

Io ero poco più che una bambina, ma ricordo che allora lo sci era seguitissimo, e di lui ricordo bene ogni impresa.

Grande Kristian Ghedina che mi ha concesso di fargli tre domande su cosa è cambiato da quando si è ritirato,se ha nostalgia, e cosa fa ora.

 Orso Bianco Ba

Lei è il Campione in assoluto più ricordato dagli appassionati,io ricordo che era davvero un evento guardare le sue gare di sci negli anni in cui c’era lei,cosa le manca di quel periodo??

K.G

Barbara,allora rispondendo alla prima domanda…: le cose che mi mancano di più sicuramente di quando facevo le gare,e’ prorpio la competizione non tanto gli allenamenti, ma proprio la gara stessa; ogni volta che guardo le gare mi viene voglia di discesa,ho ancora pensiero di voler tornare, visto che poi ci sono i mondiali di Cortina nel 2021.Mi piacerebbe fare un comeback pero’ con quasi 50 anni, 49 ne ho quest’anno,penso che sia quasi impossibile è un sogno utopistico.Pero’ mi mancano davvero tanto le gare,avevo passione, ho smesso con grande fatica e a malincuore perchè avevo ancora voglia. Ma’ avevo messo tutto sul piatto della bilancia,e ho deciso di smettere.Il fattore principale che mi ha fatto decidere di ritirarmi era il mal di schiena,anche se’ la voglia era ancora tanta, forse anche per il fatto che non ho ottenuto tutti i risultati che speravo.Io ho un grosso rammarico e lo dico con un nodo alla gola,per il fatto che non ho mai vinto una medaglia olimpica delle 5 olimpiadi che ho fatto e nemmeno una medaglia  d’oro,ma sopratutto una coppa di specialità.Quella ci sono arrivato vicino per tre volte,tre volte sono arrivato secondo,due volte dietro Alphand, due volte dietro a Maier,ma insomma non puo’ fare gli atleti in eterno e insomma…pero’ le gare mi mancano un sacco.

NOTE BIOGRAFICHE

In Coppa del Mondo dal 1997 al 2000 riuscì a vincere gare ogni anno, rimanendo stabilmente ai vertici della discesa mondiale insieme a grandi interpreti della disciplina come Alphand e i protagonisti del “Wunderteam” austriaco. In quelle stagioni stabilì il record sulla pista da discesa più lunga della Coppa, la Lauberhorn di Wengen in Svizzera  e, il 24 gennaio 1998, ottenne uno dei successi più prestigiosi vincendo a Kitzbühel sulla Streif, primo italiano a essere riuscito nell’impresa. Nel 2000 arrivò anche la prima ed unica vittoria in supergigante: a Kvitfjell, in Norvegia, Ghedina s’impose davanti a Hermann Maier, interrompendo così il dominio della squadra austriaca, imbattuta in questa disciplina da due anni. A fine stagione risultò ancora, come nel 1997, 4º nella classifica generale di Coppa del Mondo e 2º in quella di discesa libera.

La voce emozionata nel suo racconto mi fa capire subito quanto sia grande questo campione, che seppur dice di non aver vinto  tutto quello che si era prefissato, secondo me ha vinto nella vita.

È testimonial ADMO,(ASSOCIAZIONE DONATORI MIDOLLO OSSEO) e ha dato la propria disponibilità a donare il midollo osseo.

La mi  intervista prosegue ma la divido,in quanto l’emozione anche nel riascoltare la sua voce prende anche me.

Ripeto grande campione,grande atleta,ma sopratutto grande uomo,innamorato della sua Cortina dove ha aperto una scuola progetto sci la M’Over,con altri altleti sportivi.Ma di questo ne parliamo nella seconda parte.

A presto

ORSO BIANCO BARBARA




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