Crea sito

MARIO GIULIACCI PER ORSO BIANCO

Da bambina lo guardavo in televisione, c’era lui e tutti i grandi della Meteorologia.

Non ci sono più oggi uomini meteo cosi, e i pochi che sono sopravvissuti sono usciti dalla sua scuola.

Ho avuto il grande onore di intervistre suo figlio Andrea ,e anche uno dei suoi allievi che oggi è un grande(dei pochi che ho citato) a parlare di meteorologia con serietà e passione, Paolo Corazzon.

Ma qui oggi, parliamo di lui: Mario Giuliacci classe 1940. Chi si dimentica il suo saluto prima della previsione ” Buonasera” con la testa leggermente inclinata verso sinistra e il suo sorriso delicato e gentile. Io no, e questo insieme alla mia passione per il freddo mi ha spinto a scrivergli, e chiedergli un intervista, senza pretese come le chiamo io. Lui non solo ha accettato, ma l’abbiamofatta la telefono, e l’emozione vi dico non ha voce.

La divido in due parti perchè la traduzione è lunga e la devo trascrivere, ma poi ne faro’ anche un documento audio.

Insomma il Colonnello Giuliacci, volto della Tv e della Meteo al telefono che risponde alle mie domande.

Ci cretìdete? mi è sembrata la chiaccherata più naturale del mondo,come se davanti a me avessi un parente che racconta le sue esperienze e paragona il mondo di oggi e quello di ieri.

Ma basta con le emozioni passiamo ai fatti.

Ba

Colonnello come ha visto cambiare il modo di fare previsionni con l’arrivo della tecnologia.

Secondo lei è migliorato?

C.G.

Direi che è migliorata per effetto di due eventi tecnologici importanti.Da una parte i satelliti. loro non fanno previsioni ma osservazioni.La meteorologia è migliorata grazie a loro.A terra  ci sono10mila stazioni che osservano i cambiamenti.Sugli oceani ce ne sono solo 6000 mila pochissime per osservare tutto considerando che il pianeta è ricoperto per il 70% dall’acqua, se non ci fossero i satelliti a supportare questo lavoro e che possono dare previsioni anche su umidita,precipitazioni e venti mancherebbe una parte importante della previsione. Le osservazioni.

Le osservazionni rappresentanoil tempo che c’è in questo momento, e il tempo che c’è ora è indispensabile per sapere quello che farà.Non si puo’ sapere il tempo che ci sarà se non conosco che il tempo che c’è, perchè i modelli fisico-matematici di cui tra poco parlero’ non mi dicono quale temperatura sarà tra 24 ore a Milano,ma  mi dicono di quanto sarà variata la temperatura delle prossime 24 ore.Se non conosco questo valore ,cioè la temperatura di questo momento e so solo che tra 24 ore sarà aumentata di 2 gradi non posso fare una previsione accurata.

I satelliti sono fondamentali, senza i computer sarebbe stato impossibile capire come si muovono le masse d’aria ,come si scaldano e come si raffreddano secondo le leggi della termodinamica.Solo per fare un modello che calcoli su 3 giorni su una superficie di 8 km occorrerebbero 150 miliardi di operazioni.Il computer le fa.Le previsioni sono cambiate. Fino al 1980come le facevano?si facevano in maniera artigianale nel senso,ch, da tutte le stazioni meteo quelle  sull’Europa, con orari precisi  fissati alle 6-12-18 fanno simultaneamente delle osservazioni che venivano scambiate rapidamente attraverso una rete di telescriventi.Dopo un ora queste osservazioni erano sui vari tavoli degli uffici meteo.A quel punto arrivava un operatore che doveva decodificare, perchè erano messaggi in codice,doveva decodificare la temperatura,l’umidità,su quella determinata stazione,dopodichè arrivava il meteorologo che uniiva tutti i punti che avevano la stessa pressione rilevata dalle varie stazioni; quelle linee si chiamano isobare e indicavano quali erano le aree dove la pressione era più alta o piu’ bassa.

Questa la prima domanda, capire la differenza tra le previsioni di oggi e quelle di ieri, un emozione,un pezzo di storia da chi ha fatto la storia della meteorologia.

Non è finita qui vi rimando alla seconda parte.

Buona lettura.

Orso Bianco Barbara.

CONDIVIDI
  • 184
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    184
    Shares
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •   
  •   
  •  
  •  
  •  
  •  
  •