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INVERNI ANOMALI, I RISVOLTI CHE SI SONO AVUTI NEGLI ANNI PASSATI

Buon giorno a tutti e ben ritrovati.

Difficile essere positivi con i modelli che non danno molti spunti su cui analizzare il tempo futuro.

È stata superata la soglia NAM positiva intorno al 16/17 gennaio.

 Secondo lo studio su questo importante indice stagionale, alle medie e basse latitudini, comprese quelle mediterranee e quindi anche sull’Italia, il rischio di irruzioni fredde, perlomeno significative, sarebbe basso per i prossimi 40/50 giorni almeno.

Certo quindi che anche nei prossimi 10 15 giorni difficilmente andremo incontro ad una svolta, fatta eccezione per temporanei peggioramenti.

Peggioramenti derivanti da un semplice abbassamento dei flussi perturbati atlantici ma che a livello di effetti produrranno ben poco di invernale.

Andiamo però con ordine e analizziamo nel tempo passato più o meno recente, quando abbiamo avuto anomalie simili a quelle attuali e i risvolti nel dopo.

Un’annata molto simile a questa dove si ebbe un VP MOLTO FORTE fu quella del 1987.

In questa annata si ebbero risvolti per l’Europa molto tardivi addirittura a marzo.

Ricordiamo che l’inverno finisce il 21 marzo quindi se guardiamo bene non è così anomalo avere risvolti invernali gelidi per questo periodo.

Ecco alcune mappe dell’epoca che dopo l’arrivo del final warming il vortice polare esplose letteralmente regalando diversi impulsi gelidi su Europa e Italia.

Senza però andare indietro in anni così lontani anche il recente passato ci ha regalato annate molto particolari con inverni sotto tono e finali invece tardivi ma molto freddi.

Basti ripensare alle ondate di gelo del marzo 2013.

Anche in questo caso il freddo il gelo e la neve comparero in modo tardivo.

Addirittura in quei giorni si segnalo’ fortissimo gelicidio a Trieste e molta neve sulle adriatiche centro settentrionali.

Anche il 2018 che forse qualcuno ha già dimenticato ha portato a risvolti molto tardivi dell’inverno.

I primi giorni di marzo una massa d’aria artica continentale si metteva in moto dalle pianure russe verso l’Europa e l’Italia.

Nel contempo le temperature calavano su valori di molti gradi sotto la media portando gelo anche forte specie al centro nord Italia nei primi giorni di marzo.

Neve che comparve anche in pianura.

Nei giorni a seguire una perturbazione molto forte di origine polare Marittima entrava dalla valle del rodano, al nord le temperature erano al limite, più alte al centro.

Alla Sua entrata si sovrapposero correnti più miti di libeccio causa richiamo da sud.

Ricordo bene quel giorno.

Temporali di neve al nord ovest specie Piemonte nord orientale e 35 cm di neve in 6 ore di evento.

Insomma l’inverno non è finito qua.

Avere superato la soglia NAM INIBISCE CHE IL FREDDO ARTICO arrivi verso di noi.

Brevi incursioni potrebbero comunque esserci ma a pensare bene abbiamo ancora 2 mesi davanti non demordere quindi l’inverno può ancora alzare la voce.

Christian