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LAGO DELLE STREGHE ALPE DEVERO

Un po’ strega mi sento per le mie capacità di vedere e andare sempre oltre alla ricerca delle storie e di come il territorio nasconda segreti.

Il Lago delle Streghe è sempre stato un mio cruccio.

Ci volevo andare da bambina, ma nessuno era disposto ad accompagnarmi.

Quando sono cresciuta la vita mi ha riempito di impegni così tanto da non avere mai un attimo per andarci.

Poi sono tornata a vivere sul mio Lago maggiore, dopo una parentesi cittadina e i ritmi hanno trovato una scadenza migliore così ho ripreso quella passione che ho sempre avuto, camminare in montagna o comunque in luoghi di silenzio come i boschi e i laghi di altura.

Cosi zainetto in spalla e cappello per il sole una domenica di Agosto mi avvio.

Non sapevo bene da che parte iniziare non conoscendo l’Alpe ma conto sempre sul fattore improvvisa e non resterai deluso.

Cosi arriviamo ad una curva, località Goglio e vediamo la gente parcheggiare scendere prendere zaini e incamminarsi su di un sentiero che ha del complicato.

Parcheggiamo, scendo e copio e incollo quindi mi avvio.

Chiedo a due ragazzi che invece tornavano e mi dicono che a metà percorso hanno rinunciato, troppo dura salire.

Ma io che non mi fermo davanti a nulla guardo mio marito e dico” ok è la strada giusta”

La salita è davvero impegnativa, e fa anche caldo è Agosto e ho scelto un orario (10.30) che mi porterà al picco massimo della calura estiva.

MA vado.

Mano a mano che salgo incontro una natura perfetta, alberi e verde alternati dai sassi delle frane, e la Montagna che sto letteralmente attraversando ad ogni passo si manifesta nella sua verità.

Mi fermo un attimo e ascolto la sua voce: il fruscio del venticello caldo, gli insetti che si parlano e gli uccelli che probabilmente aspettano i resti del pranzo e mi seguono di ramo in ramo.

Che meraviglia, ma che fatica alta lunga, interminabile, la cima sembra non arrivare mai.

Ad un certo punto mentre passo davanti a gruppi di persone che come me salgono, il terreno si fa piano.

La salita è terminata e di fronte a me, il Paradiso.

Letteralmente.

Resto incantata e stupita di come la natura nella sua semplicità riesca a farmi restare senza parole e per restarci io assicuro è un miracolo.

Un manto verde e una maestosità delle montagne che fanno da cornice a un bosco cosi pieno di se che la prima cosa che penso è “voglio restare qui”

Camminando lungo il sentiero incrocio un paio di resti di una chiesa e di un bivacco e sul lato sinistro un probabile ruscello che fatica a farsi sentire vista la siccità.

Alla fine esco da questo bosco e trovo davanti a ma L’Alpe Devero: praticamente il paese di Heidi.

Bellissimo imperioso e semplice nel suo essere così immenso.

Scopro anche che avrei potuto arrivare fino a lì in macchina e da lì in poi proseguire alla volta del lago Delle Streghe, ma a fine giornata quando rivivo mentalmente le sensazioni arrivo alla conclusione che scegliere, anche se non voluto, di salire da Goglio e parliamo di una camminata in salita di 1 h e 45 minuti non ha prezzo.

Cosi come attraversare l’immensa radura dell’Alpe Devero circondata da queste montagne che sorvegliano il paese, le abitazioni e gli animali.

Il tempo si è fermato, i profumi dell’erba e dei fiori è una musica per l’olfatto e i suoni del fiume che lo attraversa un concerto di pace per l’anima.

Arrivo al Lago e sono trascorse 2 ora avrei voluto godere della vista in totale silenzio, ma siamo in epoca di Covid e la gente a riscoperto la montagna quindi ho dovuto condividere quella gioia con tanto, troppe persone.

Ma ho colto la magia. Il verde e gli alberi a fare da mantello e un acqua cristallina che giuro si è illuminata per un attimo appena l’ho toccata.

Un piccolo specchio di acqua pura una roccia a sorvegliare e gli alberi intorno a proteggerlo, la magia si percepisce subito.

Peccato le troppe parole.

Mi fermo quel tanto che basta per fare delle foto ma davvero troppa gente.

La montagna è silenzio e rispetto della natura e in questo va onorata.

Il Lago e L’alpe meritano di essere visti ma da chi sa coglierne i contenuti.

 

“La natura è la prima abitante e l’unica vera padrona di casa, il rispetto per lei è libertà per noi”

Barbara