Crea sito

RACCONTO DI UN VIAGGIATORE DEL FREDDO

 

23 Settembre.” Diario di una viaggiatrice del freddo”

Lo zaino è pronto ho messo l’essenziale e una cosa in più.

Partire è sempre come un po’ rinnovarsi e voglio andare in quei posti dove il silenzio e il mondo non si contendono il diritto di averti ma solo di accoglierti.

Mattina giusta, le nebbie sono leggere, le foglie bagnate a terra segnano l’inizio di un autunno promettente.

La meta di oggi la punta del Cavallo, una montagna solitaria ma imponente, che da piccola guardavo dalla finestra e ammiravo perchè alta, lontana e imperfetta eppure bellissima.

Scarponcino, cioccolato e acqua, felpa , berretto in caso di vento, gicchino in caso di pioggia anche se sotto la nebbia so già si cela un timido sole.

Caffè nel termos insieme a un panino che mangero’ seduta probabilmente in cima, e nulla la mia voglia di solitudine, le orecchie pronte al suono della natura, gli occhi spalancati e curiosi a tutto quello che vedranno.

Quando esco e vado in montagna ho sempre la mente sgombra da pensieri, ma piena di aspettative.

Arrivo al punto in cui la strada finisce e inizia il sentiero, un ora e 45 minuti di salita che attraversano la montagna. Percorso che davvero ti mette alla prova, tutto in salita, e pieno di tornanti ti guardi indietro e vedi il Paradiso, guardi in su e pensi” non arrivero’ mai”

Eppure mentre cammino, la nebbia si dirada attraverso i boschi  sono circondata da farfalle cusiose e dallo scorrere lento del tempo.

Si perchè li’ in mezzo al nulla lontano dai rumori, dalle voci e dai pensieri il tempo non ha tempo.

La montagna è regina i profumi che sprigiona di fresco, muschi e resine, di libertà mischiati con rispetto per tutto cio’ che la cironda  non hanno paragoni con nessun prufumo pur costoso , nessun tipo di tecnologia.

Quando sei li alla sua mercè niente puo’ valere.

Mi fermo sono a metà circa , un sasso di quelli che salendo trovo sempre più spesso si presta a farmi spazio.

Insetti minuscoli di cui non conosco origine, ma sicuro a loro agio e al posto giusto mi camminano tra i piedi, salgono sulle rocce e a ridosso degli alberi.

Le farfalle più sfacciate aleggiano intorno a me, una si posa anche sul ginocchio ma giusto il tempo di capire che non son una foglia e riprende a svolazzare.

Mi beo di tutto, so che arrivero’ in cima stremata e su mi aspetterà uno spettacolo ancora più appagante ma intanto : io e il silenzio.

Il sole inizia a scaldare, non stante Settembre dia prove di Autunno con colori oscillanti tra il giallo e il rosso.

le foglie a terra segnano l’imminente cambio di stagione ma quelle sugli alberi fanno resistenza.

Qualcuna resta affezionata all’estate ed è ancora verde le altre invece stanche sti staccano e si lasciano cadere, morbidamente.

Che meraviglia. Assisto all’uscita della stagione che meno amo e accolgo invece il momento più bello: L’autunno che avanza.

La camminata è impegnativa e un pezzo di cioccolato ci sta, sciolto purtroppo fa ancora troppo caldo, ma lo mangio uguale.

Il tempo di qualche foto e video e risalgo ancora.

Ad ogni camminata in ogni viaggio porto con me qualcosa da lasciare,

qualcosa che oramai ha fatto il suo tempo o che comunque deve essere liberata.

Possono essere situazioni, pensieri, a volte una canzone.

La ascolto a riascolto fino a che il suono e la melodia diventano sorde e allora le lascio li, in quel punto.

Porto con me ricordi e immagini e raccolgo nuove energie e scatto fotografie con la mentr che rimarranno impresse , nel mio rullino dei ricordi.

Mano a mano che salgo e la vetta si avvicina. la fatica si sente

ma mentre porta via una stanchezza fisica normale, subentra una nuova forza rigenerante.

E’ la natura, una medicina unica che l’uomo, o almeno pochi sanno apprezzare.

Il cielo e le nuvole sono come un amico saggio che ti guida verso un sentiero più chiaro,

il bosco con i suoi alberi secolari sono mani tese ad aiutarti quando ti sempbra tutto irraggiungibile,

i profumi che spirgiona la montagna sono balsamo purificante per l’anima.

ma l’elemento base che trovi e che ogni volta ti sorprende, è l’acuqa.

Sotto forma di ruscello, di casscata o di lago , l’acqua è la fonte di purificazione assoluta.

Ecco questo prendo quando vado via per un po’ dal mondo reale.

Il mio percorso non ha fine appena arrivo, ma ha inizio prorpio li.Mentre ripenso alla faticas della salita valuto anche quanto già ho messo nel mio zaino.

Di nuovo, di improvviso e di assolutamente certo.

Faro’ altri viaggi, brevi o lunghi.

Portero’ sempre con me uno zaino con l’indispensabile e un pezzo in più: io.

Continua….